Al contrario delle ultime tendenze che condannano qualsiasi forma di limite o regola data al cane in nome di una sua libertá di espressione, tendenze che identificano il controllo con la coercizione e i divieti e i limiti posti al cane come maltrattamento, un cane sotto CONTROLLO, che risponde quindi ai comandi e che non prende iniziative che possano mettere in pericolo se stesso o terzi, è un cane fondamentalmente  LIBERO, proprio perchè l` addestramento che gli avremo dato ci permetterá di concedergli molta libertá: se slegato tornerá al richiamo, se verrá  con noi in qualsiasi posto (che sia un bar, un negozio, un mezzo pubblico) saremo sicuri che non recherá danni a nessuno o se lasciato solo in casa resterá  tranquillo ad aspettarci senza essere distruttivo o abbaiare in continuazione.

Gli avremo dato la possibilitá  di essere un cane sereno, equilibrato e collaborativo. Portare in giro un cane che invece non è sotto controllo lo rende un potenziale pericolo oltre a rendere irresponsabile chi lo conduce: la vera libertá deve tener conto della sicurezza di tutti, altrimenti non  è altro che incoscienza. più equilibrato e più felice perché potrá essere portato ovunque e potrà essere lasciato libero avendo un richiamo affidabile.


È impensabile che tale rapporto di collaborazione e rispetto possa costruirsi senza qualche buona regola e qualche sano limite etichettando questi come coercitivi; da quando i limiti posti a chi non  è in grado di discernere i pericoli per sè e per gli altri viene chiamato coercizione? E da quando lasciare chi non è in grado di tutelarsi in balia di sè stesso è diventato amore e rispetto, pur di non frapporsi tra un suo desiderio o impulso che potrebbe costare la vita (inseguire un gatto o un pallone, mangiare cibo da terra)? Amare è proteggere, e ci vuole anche qualche sano “no” per proteggere. Pensiamo ad un bambino piccolo che vuole attraversare la strada senza dare la mano alla mamma, all’ occorrenza quella mano noi gliela teniamo a forza anche se fa i capricci pur di scongiurare il peggio (investimento da parte di una macchina)?E pensiamo ai box dei bambini che gli permettono di stare dentro tranquilli con i loro giochi senza gattonare per casa col rischio di ingerire roba da terra o infilare dita nelle prese della corrente: dovrebbe essere coercitivo anche questo, ma perchè non ci indigniamo di una tale limitazione fisica ai danni di un piccolo umano ma dovremmo considerare riprovevole anche solo sgridare il cane con un no? I bambini hanno forse la capacità di distinguere i pericoli o di porsi dei limiti? Di autoregolarsi? Mi pare di no se no non sarebbero tali e completamente dipendenti da noi.

E lo stesso vale per i cani, non hanno la capacità di capire che se rosicchiano i fili del televisore mentre sono soli in casa può essere dannoso o se mangiano ossa di pollo vicino alla spazzatura può essere letale o che se inseguono un gatto possono finire sotto una macchina…i cani, come i bambini ,vanno tutelati e protetti e questa è la più alta forma di amore e di rispetto di cui possiamo farci forieri, e ciò è fattibile solo insegnandogli cosa è concesso e cosa no, per il loro benessere e spesso per la loro sopravvivenza. Ciò può avvenire  isolo dandogli un` educazione basata su regole chiare coerenti e precise e su altrettanti divieti, soprattutto perché il cane da buon animale sociale che è , è perfettamente attrezzato per apprendere e seguire delle regole perché sennò sarebbe allontanato dal branco o comunque “sanzionato”: in natura esiste la sanzione e l’ approvazione. D `altronde anche noi in una societá seguiamo regole e riceviamo ( o almeno dovremmo!) un` educazione, nessuno nasce e cresce libero di fare tutto quello che gli passa per la testa, sarebbe una follia per la propria e altrui incolumitá!

COME FARCI CAPIRE DAL CANE?

Infine, appurato che il cane (come l` uomo, altra specie altamente sociale e dipendente dai legami di gruppo), etologicamente parlando e nel pieno rispetto della sua natura di animale sociale, sia attrezzato per recepire regole e limiti, va detto che é anche attrezzato per eventuali no o comunque azioni inibitorie da parte nostra del comportamento non accettato: questo è fondamentale perchè è utopico e contro la natura del cane e di tutte le leggi dell apprendimento (parliamo di basi scientifiche e di studi psicologici) pensare che il cane possa imparare cosa è lecito fare semplicemente ignorando i suoi comportamenti scorretti e premiando quelli voluti.Tanto per cominciare, è proprio il contrario in natura: i comportamenti giusti sono tacitamente dati per scontati, mentre quelli sgraditi vengono inibiti. In effetti se riflettiamo questo avviene anche nella nostra società: veniamo forse premiati quotidianamente perché non abbiamo rubato, ucciso qualcuno, frodato qualcuno?o semplicemente esistono sanzioni (denunce o arresti) SOLO nel momento in cui commettiamo una di queste azioni?? Il cane viene ignorato in tante occasioni, quando dorme, quando se ne sta seduto in macchina, mentre rosicchia un osso…quindi come potrebbe capire che invece se viene ignorato quando fa qualcosa di sbagliato in quel caso è “un tipo diverso di ignorarlo e significa che non deve fare quella cosa”??abbiamo il dovere di sapere e di accettare come funziona la mente del cane, partendo dalle sua natura e da basi scientifiche ed etologiche. E abbiamo la responsabilità di dire dei no, perchè noi siamo il suo gruppo sociale di riferimento e solo cosi imparerà a comportarsi secondo le regole di un “branco misto”: la conseguenza sarà un cane sereno, equilibrato consapevole dei limiti ma anche in grado di affrontare una quotidianità prevedibile proprio perchè gli avremo insegnato come comportarsi in ogni situazione, gli avremo insegnato ad attendere senza spazientirsi, a controllarsi se vede un gatto o vuole inseguire una bicicletta, avremo insomma un cane meno frustrato dalla mancanza di autocontrollo ( e controllo da parte nostra)